Analisi critica

L’Artista attraverso un linguaggio essenziale, pulito, razionale, giunge a proposizioni artistiche di una matrice lirica spesso quasi letteraria, come dimostra il suo frequente ricorso alla parola, pur immersa in una varietà di materiali (foglie, sassi, conchiglie ….), riuscendo a caricare gli oggetti di significati simbolici e autorizzandone una lettura freudiana, autobiografica. L’artisticità nasce col concetto, col pensiero che l’accompagna e si esprime attraverso una pittura di impasti coloristici e anche materici, senza che ci sia una reale opposizione di questi due momenti, contraddittori e tuttavia compresenti nello specifico della pittura.
Hanno un peso determinante su questo processo le scelte dei materiali, ordine, disordine, uso dei materiali naturali o semilavorati e l’artista non gioca tanto sulla lavorazione ma sulla disposizione o combinazione di elementi che di per sé possono essere già fatti. L’oggetto scelto svela il suo metodo costruttivo, la struttura della sua costruzione come tabula picta, dove può emergere la brutalità elegante di un motivo decorativo e un colore che diventa a tratti una pasta spessa fino a creare la “figura” dai bordi sfrangiati in una tela che rimane grezza, come un orizzonte assoluto e azzerante. L’intera superficie del quadro, fra materia e colore, silenzi ed eleganza decorativa creata con tratti decisi, veloci e sicuri, mostra un perfetto equilibrio compositivo, simbolo di un processo di razionalizzazione di stati d’animo rielaborati e vissuti con capacità critica dall’artista. L’artisticità non è immanente all’oggetto, è l’artista che la decide, che la “situa”, e indicando ciò che diventerà arte, isola un oggetto dal mondo della contingenza, lo fa entrare in quello della rappresentazione, cioè dell’assoluto. Alcune tele, incise secondo una certa angolazione, si presentano, per la loro costruzione complessiva, con un forte impatto pittorico.
Il taglio è una formula spaziale: il diaframma del quadro è lacerato e il dietro è messo in rapporto col davanti, la tela si incurva e diventa superficie scultorea, il tutto ottenuto con un semplice gesto. Nella spontaneità del gesto deciso e tagliente appare il senso architettonico dello spazio voluto e calcolato. Si crea infatti un percorso che permette allo spettatore di penetrare all’interno del quadro e scoprire dentro la tela il significato. I tagli, che comportano anche una diversa qualità dello sguardo di chi osserva, intessano un dialogo con la luce creando profonde zone d’ombra, dalle quali appare l’essenza del significato simbolico dell’opera, rappresentata da una sostanza (oggetti e materiali) che trova la sua giusta collocazione nella parte più intima e profonda.


Annalisa Costagli

Annalisa Costagli

Laureata in storia dell’arte (presso la facoltà di lettere moderne di Pisa) e in Formazione Multimediale (presso la facoltà di Scienze della Formazione di Firenze). Esperta di scenografia live e linguaggi digitali, realizza applicazioni multimediali e video d’arte.